Con una pala caricatrice il cippato, la corteccia o la segatura viene trasportato dal magazzino al “moving floor”, ovvero un sistema di ripiani a spinta che caricano di volta in volta il materiale combustibile nella caldaia.L’impianto di combustione ha una serie di componenti: la griglia, la zona di combustione e postcombustione e infine lo scambiatore di calore che determinano la qualità della combustione. Ottenere una combustione ideale della biomassa è un compito estremamente difficile, in quanto la composizione del materiale e il suo grado di umidità spesso variano.
Le componenti più importanti dell’impianto sono:
Fase della combustione:
Fase di riscaldamento:
Brace o un innesco incendiario riscaldano il legno.
Fase di essicazione:
I liquidi ancora presenti vengono evaporati. La velocità di essicazione dipende dalla conduzione di calore, dal calore specifico, dalla densità, dalle dimensioni del cippato e dalla quantità di liquidi contenuti.
Fase di decomposizione:
A ca. 150 °C le componenti principali iniziano a decomporsi. Dapprima la emicellulosa e la cellulosa, poi, a 250 °C la lignina. Compare un prodotto di trasformazione dalla vita breve, il levoglocosano, da cui si formano immediatamente legami chimici come acido acetico, acetone, fenoli ed altri.
Fase di degassaggio:
Ad una temperatura di lavorazione superiore ai 250 °C si formano i primi gas di combustione e di carbonizzazione. Superati i 280 °C le reazioni si fanno più intense, i gas liberati contengono elementi facilmente infiammabili come CO, CH4, H2, metanolo, catrame e olii. A circa 350 °C si raggiunge il massimo grado di degassaggio.Per poter utilizzare l’energia dei materiali prodotti nel processo di degassaggio, i gas devono bruciare. A tale scopo sono necessarie temperature di ca. 500 °C e l’integrazione di una suffi ciente quantità di ossigeno.